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Cultura materiale - Articolo centrale

I racconti serali nelle stalle. La strada racconta le voci della cultura materiale

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Non sempre chi fa la storia porta in testa una corona. A dare profondità al passato sono anche e soprattutto le donne e gli uomini del “popolo”. Gente dedita a lavori umili e pesanti, come il minatore valsusino Colombano Romean che da solo scavò una galleria nella roccia, lavorando per 8 anni consecutivi. Ciò che identifica un luogo - e che lo rende unico, irripetibile - è il sedimentarsi di secoli di fatiche quotidiane. Gesti elementari ma non privi di cultura e di fantasia. È impossibile percorrere le “Terre d’Adelaide&Odon” senza accorgersi di tanti piccoli dettagli che danno al paesaggio un aspetto inconfondibile, quello plasmato dalla vita e dagli usi di pastori, contadini e artigiani. Ecco allora i forni, i mulini, le scuole delle borgate, le fontane di pietra, le ghiacciaie, le fucine. E poi ancora i fienili e le stalle – spazio condiviso da uomini e animali - dove pare di poter ancora udire i racconti dei “vecchi”, portatori di una saggezza non scritta, intrisa di vita vissuta a diretto contatto con la natura. Emerge così una cultura che si riflette anche nell’architettura delle case tradizionali e nei materiali impiegati per costruirle. Oggi questi edifici, spesso impreziositi da balconi e architravi sapientemente lavorati, si mescolano con costruzioni moderne, non sempre rispettose della tradizione e dell’ambiente circostante. Anche il patrimonio linguistico dei territori attraversati testimonia la comunanza di culture tra i versanti alpini: occitano e franco-provenzale ancora oggi vivi e usati dalle popolazioni locali ne sono testimonianza. È per non disperdere questo patrimonio della Cultura Materiale che è sorta sul territorio delle Valli di Susa e della Maurienne una rete di musei demoetnoantropologici ed ecomusei. L’obiettivo è quello di salvaguardare e far conoscere la vita sociale ed economica delle valli, l’artigianato locale (lavorazione della pietra e del legno), le tradizioni materiali (costumi e oggetti tipici) e immateriali (lingue, canti, feste e tradizioni...). Da segnalare l'attività del Centro Studi Documentazione Memoria Orale (CE.S.DO.ME.O.) di Giaglione.
 

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