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Archeologia - Articolo centrale

Archeologia

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I primi insediamenti umani di cui si ha conoscenza nelle Valli di Susa e Maurienne risalgono alla Preistoria e in particolare al pieno Neolitico, intorno a circa 6500 anni fa. Nei siti preistorici meglio conservati, il tempo sembra essersi fermato. Le rocce incise, annerite dal fumo dei fuochi o incise dal lavoro dell’uomo, i sentieri lastricati, le necropoli avvolte dal verde, raccontano di un passato remoto i cui reperti destano meraviglia. Particolarmente suggestive l'area archeologica della Maddalena di Chiomonte con la Necropoli del Neolitico finale e le incisioni del Parco Archeologico des Lozes. Tutte queste tracce, disseminate lungo le vie (alcune molto antiche come il sentiero dei franchi) che collegano Torino a Chambery, documentano reciproche influenze culturali tra i due versanti alpini attraverso le “Terre d’Adelaide&Odon”. Qui è possibile ascoltare l’eco di età lontane, seguendo il complesso cammino che dai siti neolitici porta alle incisioni rupestri dell’età del Bronzo e del Ferro, alla romanizzazione con le sue evidenze monumentali (l’Arco di Augusto a Susa, ne è uno splendido esempio), ai resti archeologici del Medioevo. Di questo periodo storico è emblematica - e sorprendente per una zona alpina - la figura del delfino. In diverse località è possibile, infatti, imbattersi in rilievi scultorei che riproducono l’immagine di questo cetaceo, presente nello stemma araldico dei conti di Albon che diedero il nome al territorio del Delfinato, compreso tra la le Alpi e il Rodano. La maggioranza dei dati archeologici di cui oggi si dispone proviene da scavi archeologici recenti e non da estensive ricerche. Pertanto la ricchezza archeologica del territorio trasfrontaliero rimane ancora ampiamente da scoprire
 

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