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Fortificazioni - Articolo centrale

Il grido delle sentinelle. La strada racconta le voci di forti e castelli

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Il possesso dei fondovalle e il controllo dei sentieri, delle strade e dei valichi tra la valle di Susa e la Maurienne, hanno rivestito, nel corso dei secoli, un’importanza strategica fondamentale.
Non è quindi sorprendente che fin dall’antichità siano apparse in questo territorio, vero e proprio crocevia d’Europa, fortificazioni sempre più numerose e sofisticate, oggetto di continui restauri e rimaneggiamenti. È possibile osservare resti romani, castelli medievali, fortificazioni del periodo moderno fino alle opere in caverna dell’ultimo conflitto mondiale.
Queste costruzioni - ora imponenti, ora discrete - sono divenute parte integrante del paesaggio alpino e si presentano al viaggiatore cariche di suggestioni e di storia. I richiami delle sentinelle, il fragore degli eserciti in marcia e i rombi dei cannoni hanno contribuito a creare la colonna sonora delle “Terre d’Adelaide&Odon”. Suoni di strade civili e militari che si sono intrecciate e abbarbicate fino sulla sommità delle vette.
Oggi la più parte di queste fortezze è avvolta da un pacifico silenzio che lascia parlare la storia e la natura circostante. Esaurita, infatti, la loro funzione militare tali strutture sono state il più delle volte abbandonate, poi vandalizzate per ricavarne materiali, e infine dimenticate in un progressivo degrado.
Negli ultimi anni, però, quelle di maggior rilievo architettonico (sono infatti opera di famosi ingegneri militari) e storico, sono divenute oggetto di studio e di recupero, sono visitabili e ospitano musei e mostre.
 

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