Curiosità - Articolo centrale
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Il Feudatario di Cesana, Desorsus Tolosano, aveva imposto un regime di terrore, usufruendo addirittura dello jus primae noctis. Così un Cesanese, travestito da sposa, con il pretesto di donargli le sue grazie (come appunto imposto dallo jus primae noctis) lo uccise. Una sorte simile toccò al figlio, che fu defenestrato attraverso il campanile della chiesa parrocchiale dedicata a San Giovanni Battista. 36 metri di salto nel vuoto, per liberarsi anche dell'erede del tiranno.
Vai a visitare la Chiesa parrocchiale de Cesana e fai un salto nel passato.
Succede con il famoso vino del ghiaccio il Valsusa D.O.C, che viene prodotto a Chiomonte in pieno inverno e a temperature rigidissime. Pensa che i grappoli raccolti custodiscono non più fi qualche goccia di prezioso nettare dall'altissima concentrazione zuccherina.
Puoi provarlo in occasione della festa di San Sebastiano, il 20 gennaio, quando ne viene servito un assaggio. Alla salute!!
Sei nell'Orrido di Chianocco e questo non è un grido di terrore, ma di sorpresa. Perchè l'Orrido, a dispetto del nome, è un patrimonio forestale meraviglioso, dove trovi gli unici esempi di leccio e di ginepro coccolone. Pensa che per la sua conformazione e definito canyon, dallo spagnolo "canon", che indica un'incisione valliva, con versanti piuttosto ripidi.
Se cerchi una natura incontaminata, vieni a visitare i Grand Canyon della Val di Susa. L'Orrido, oltre a Chianocco, è anche a Foresto.
Tutto nasce con Tygre, santa della Valle della Maurienne, che tornando da un lungo pellegrinaggio in Terra Santa portò con sé uno straordinario souvenir: le tre dita di San Giovanni Battista, divenute simbolo di Saint Jean de Maurienne. La città è raffigurata, infatti, da una mano d'argento benedicente su sfonfo azzurro. Le tre dita sono custodite nella cattedrale, dove trovano riposo anche le spoglie di Umberto Biancamano, padre di Oddone. Durante la Festa del Pane, in agosto, le tre dita vengono esposte alla venerazione dei fedeli.
Vai a toccare con mano.
Abbassala subito, altrimenti il comandante piemontese Novarina si rigira nella tomba. La tua mano alzata significherebbe, infatti, che vuoi ritirarti di fronte ai francesi. L'espressione nacque durante la battaglia dell'Assietta quando per ben tre volte il comandante decise di rimanere e combattere, riuscendo ripetutamente a respingere i francesi sino all'arrivo della notte.
Rivivi l'atmosfera, sul colle dell'Assietta. Anche tu potrai lanciare il tuo grido di battaglia: Bogia nen! Bogia nen! Bogia nen!